La Corte dei miracoli



A Parigi i luoghi chiamati "la cour des miracles" (il "cortile" dei miracoli) erano in diversi quartieri della città dove soggiornavano ladri e pezzenti che avevano preso l'abitudine di eleggere un loro "re" di cui essi costituivano quel popolo dove avvenivano "miracoli", poiché le finte infermità dei mendicanti, ostentate per impietosire i passanti, vi guarivano di notte come per miracolo. Secondo una leggenda relativa alla corte di Rouen, il vero miracolo era che in essa, con un completo rovesciamento dei valori sociali, "il più miserabile era considerato il più ricco". Secondo un'altra interpretazione i mendicanti e gli emarginati, che durante il giorno stazionavano nei quartieri, al sopravvenire della notte "sparivano" come per miracolo rintanandosi nei loro rifugi.

Una memoria del 1617 su «i poveri che si dicono infermi» menziona una piazza parigina «popolarmente chiamata la "corte dei miracoli"» situata dietro il convento delle Figlie di Dio «tra le porte Saint-Denis e Montmartre, dove si vedono i miserabili danzare, giocare e ridere e darsi a buon tempo: questa piazza così chiamata per i suddetti pezzenti non espone alla vista né zoppi né ulcerati se non al di fuori di essa»


«Depuis plusieurs siècles, Paris et ses environs étaient infestés d’une foule de vagabonds et de pauvres. La plupart, gens sans aveu, mendiants de profession, tenaient leurs quartiers généraux dans les cours des miracles. On nommait ainsi leurs repaires parce qu’en y entrant ils déposaient le costume de leur rôle. Les aveugles voyaient clair, les paralytiques recouvraient l’usage de leurs membres, les boiteux étaient redressés. Tous les moyens leur semblaient bons pour exciter la compassion des passants (…) Immense vestiaire, en un mot, où s’habillaient et se déshabillaient à cette époque tous les acteurs de cette comédie éternelle que le vol, la prostitution et le meurtre jouent sur le pavé de Paris...»

- Histoire de Bicêtre, Paul Bru 1890.


La più celebre delle corti dei miracoli parigini era quella denominata  La Grande Cour des miracles, Fief d’Alby, tra la "rue du Caire" e la "rue Réaumur", nell'attuale II arrondissement di Parigi. A questa infatti si riferisce Victor Hugo nel suo romanzo Notre-Dame de Paris dove nella sua visione romantica-medioevale la colloca erroneamente nel XV secolo sotto il regno di Luigi XI mentre «per raffigurarci la corte dei miracoli quale realmente è stata bisogna prima di tutto allontanarsi dalla visione deformante del romanticismo e respingere le raffigurazioni offertaci dal cinema del romanzo Notre-Dame de Paris. Bisogna scacciare dal pensiero la parola "Medioevo".».

 

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